Critica della ragion burocratica

Critica della ragion burocratica

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La burocrazia si è prestata storicamente a interpretazioni in netto contrasto tra di loro: da un lato, la lettura di Max Weber che la assimila a un processo di progressiva razionalizzazione della società; dall’altro lato, una lettura critica, per lo più anglosassone, che vi intravvede soltanto gli aspetti negativi, gli eccessi formali e il carattere autoreferenziale. La critica della ragion burocratica cerca invece di inserire la burocrazia nell’ambito di un dispositivo immunitario a priori, che gestisce e organizza le molteplicità sociali attraverso la produzione di infiniti documenti. I suoi tratti negativi – distrazione, differimento, cronicizzazione, inazione – costituiscono delle precise tecniche immunitarie finalizzate a contenere il rischio sociale sia endogeno che esogeno. Grazie a questa struttura, la burocrazia non riguarda più solo l’amministrazione pubblica, ma anche gli ambiti ben più ampi dell’economia, della scienza, della medicina, della scuola, della vita privata. È nato il “soggetto burocratico”, i cui tratti talvolta perversi, insensati ed eccessivi segnalano un’evidente situazione di impasse all’interno delle società occidentali.

Dettagli libro

  • Editore

  • Testo originale

  • Lingua

    Italiano
  • Data di pubblicazione

  • Numero di pagine

    190
  • Collana

Sull'autore

Emiliano Bazzanella

Emiliano Bazzanella, vive e lavora a Trieste. È autore di più di una decina di saggi dedicati a Husserl, Heidegger, Merleau-Ponty, Foucault, Lacan e alla filosofia francese del Dopoguerra. Per i tipi di Mimesis ha già pubblicato Spazio e potere. Heidegger Foucault e la televisione (1996) e Trattato di echologia (2004).

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