
L’eredità di Erwin Panofsky è segnata da profonde contraddizioni. Padre indiscusso della storia dell’arte del secolo scorso, Panofsky è stato costantemente rappresentato come l’emblema dello “studioso della torre d’avorio”, della supremazia del contenuto sulla forma, di una storia dell’arte refrattaria a dialogare con le trasformazioni artistiche e culturali del ventesimo secolo. Questo lavoro mette in discussione tale consolidato ritratto storiografico. Nel libro vengono infatti delineate prospettive critiche che ripercorrono l’interesse di Panofsky per l’arte a lui contemporanea, il cinema e la fotografia. Ne risulta un ritratto complesso, in cui le conquiste del XX secolo sono ripensate alla luce della tradizione umanistica, e il classico è sorprendentemente riattraversato dal contemporaneo, aprendo a interpretazioni che mettono in discussione non solo la ricezione tradizionale del corpus dell’autore, ma anche l’egemonia modernista nell’approccio all’arte e ai media del Novecento.
Book details
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Publisher
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Language
Italian -
Publication date
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Page count
354 -
Collection
About the author
Camilla Balbi
Camilla Balbi è titolare di un contratto di ricerca presso l’Istituto di Storia dell’Arte dell’Accademia delle Scienze di Praga, e docente di Visual Culture and Semiotics alla University of New York in Prague. Ha conseguito il dottorato in Visual and Media Studies presso l’Università IULM di Milano, ed è stata Visiting Research Scholar alla New York University. È autrice di saggi in volumi e riviste scientifiche che indagano le intersezioni tra la storia dell’arte e quella dei media, la teoria dell’arte di primo Novecento, la storia e la teoria delle riproduzioni fotomeccaniche.