
La semiologia è quella disciplina chiamata a studiare immagini, gesti, suoni e spettacoli: tutti segni che, sebbene estranei al dominio verbale, non sfuggono alla definizione di linguaggio. Ecco allora che possiamo parlare di linguaggio anche per il cinema e, più di ogni altro, è stato Christian Metz – con questo volume ormai classico – a delineare una semiologia della settima arte. Il cinema ha smesso così di essere osservato attraverso strumenti disordinati e improvvisati, ma è divenuto per la prima volta oggetto di trattazione sistematica. Quali sono quindi le leggi che regolano la dinamica del linguaggio cinematografico? Nessuno spettatore può tirarsi indietro di fronte a questa domanda, così come non può farlo nessun cineasta. E se lo spettatore vuole prima di tutto capire il film, è la semiologia del cinema a spiegarci come il film viene compreso. Questa raccolta di saggi ha segnato in modo rivoluzionario lo studio del linguaggio cinematografico e ancora oggi conserva intatta la sua freschezza.
Dettagli libro
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Editore
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Lingua
Italiano -
Data di pubblicazione
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Numero di pagine
312 -
Collana
Sull'autore
Christian Metz
Christian Metz (Béziers, 1931 - Parigi, 1993), semiologo e critico cinematografico francese, è autore di contributi fondamentali per lo studio del linguaggio cinematografico in una prospettiva strutturalista e psicanalitica. Tra le opere tradotte in italiano ricordiamo: La significazione nel cinema (1995) e L’enunciazione impersonale, o Il luogo del film (1995).