Diritti collettivi Una diversa antropologia

Diritti collettivi

Una diversa antropologia

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Le criticità che manifestano i diritti individuali sono parte della crisi dello Stato liberale. Privi di un’organica aggregazione di ideali da inseguire, in assenza di interessi reciproci verso il bene comune, i diritti individuali rischiano di innescare esiti demolitori dell’intero tessuto sociale. La moltiplicazione e la specializzazione ne ha già cambiato il volto attraverso la selezione di più status in capo all’unico individuo. Per uscire da questo paradosso si dovrebbero valorizzare le formazioni sociali, in antitesi al percorso descritto da Rousseau, il campione della negazione delle società parziali. La cornice che si prospetta contempla la riscoperta dei diritti collettivi, comunitari o di gruppi (special rights), che, nell’intento di massimizzare le prerogative individuali, dilata il metodo democratico e dà valore alla solidarietà. Si tratta di una categoria giuridica controversa che può menomare il primato dell’individuo nei confronti della società, ma s’impone nella consapevolezza che le relazioni sociali si intrecciano sempre di più nella dimensione globale dei conflitti contemporanei.

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Sull'autore

Guido Guidi

Guido Guidi insegna Diritto pubblico comparato all’Università degli Studi di Urbino Carlo Bo e Diritto amministrativo e degli enti territoriali nel Dipartimento di Ingegneria dell’Università di San Marino. Già magistrato e Garante per la protezione dei dati personali nella Repubblica di San Marino, editorialista, è autore di monografie e numerosi saggi su temi di diritto europeo, diritto islamico e dell’America Latina. L’ultimo suo libro è intitolato Justicia indígena. Tra liberali e comunitaristi (2021).

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