Breve guida filosofica al vaffanculo! Swear words e gestacci osceni da Aristofane a Maurizio Cattelan

Breve guida filosofica al vaffanculo!

Swear words e gestacci osceni da Aristofane a Maurizio Cattelan

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A chi non è mai capitato di urlare a qualcuno un sonoro vaffanculo! in uno scatto di nervosismo? Parola definita swear word dai sociologi della comunicazione (ovvero “imprecazione”, “turpiloquio osceno”) e in parte sdoganata dall’arte, dalla musica popolare, dalla politica, dal cinema e persino dal commercio attraverso un brand d’abbigliamento, il fuck, in tutte le sue declinazioni, non solo fa tendenza ma è anche “il modo di dire/fare” più famoso al mondo. Eppure, nonostante fosse ben noto fin dai tempi di Socrate, nessun filosofo ha mai indagato cosa ci sia dietro il suo significato fatto di simboli, metafore e tabù psicologici profondi – e non solo perché rimanda esplicitamente all’oscenità della sodomia. Questa breve guida filosofica e politica propone un viaggio nel vaffanculo!, ricostruendo attraverso film, poesie, immagini, sculture, canzoni e cronaca una fenomenologia puntuale di un “prefabbricato linguistico”, per mettere in luce alcuni dispositivi culturali che molto raccontano dei nostri rapporti sociali, di genere e soprattutto di potere.

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Sull'autore

Paolo Pedote

Paolo Pedote, scrittore e giornalista, ha collaborato con “L’Indipendente”, “Pride” e Radio Popolare. Per Mimesis ha già curato We Will Survive! (con N. Poidimani, 2020). Tra le sue pubblicazioni ricordiamo 101 motivi per credere in Dio e non alla Chiesa (2010) e Storia dell’omofobia (2011) e le curatele Il giro del mondo in 80 gaffe. Barzellette, strafalcioni e sentenze di Silvio Berlusconi (2009) e L’Apocalisse secondo Pier Paolo Pasolini (2013).

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