Benvenuti nel deserto del reale

Benvenuti nel deserto del reale

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Quando Neo, il protagonista di Matrix, viene scollegato dal megacomputer che lo teneva prigioniero e lo illudeva di vivere nel mondo, Morpheus, il capo della resistenza, lo accoglie in un paesaggio di rovine bruciate: “Benvenuto nel deserto del reale!”. La stessa accoglienza riserva uno dei filosofi più provocatori di oggi al lettore che voglia conoscere la sua riflessione sugli eventi dell’11 settembre 2001. Rovesciando l’interpretazione comune che vede in questa tragica data il prepotente ingresso della “realtà vera” nella nostra quotidianità, troppo spesso fatta di televisione e immaginazione mediatica, Slavoj Žižek sostiene in modo convincente che il crollo delle Torri Gemelle sia stato piuttosto la realizzazione di una fantasia distruttiva originata e costantemente alimentata da tanta cinematografia e letteratura catastrofiste, qualcosa che finora avevamo solo immaginato con terrore. Tale materializzazione del peggiore dei nostri incubi è per Žižek molto più difficile da elaborare psicologicamente rispetto a un più semplice “ritorno alla realtà”. Affiancando psicoanalisi lacaniana e idea-lismo hegeliano, citazioni di moralisti inglesi e battute taglienti tratte dai film di Hollywood, Žižek stravolge il nostro modo di guardare a un evento che ha segnato in maniera indelebile la storia del XXI secolo.

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    Italiano
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Sull'autore

Slavoj Žižek

Slavoj Žižek è professore all’Istituto di Sociologia dell’Università di Lubiana. Tra le sue più recenti pubblicazioni: The Sublime Object of Ideology (1986), Enjoy Your Symptom! Jacques Lacan in Hollywood and Out (1992) e Mapping Ideology (1994)

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