Divinizzazione dell’umano e pathos conoscitivo nelle lettere di Ficino

Divinizzazione dell’umano e pathos conoscitivo nelle lettere di Ficino

È possibile che il raggiungimento della felicità individuale proceda parallelamente al perfezionamento delle facoltà conoscitive umane? Quale nesso unisce la vita contemplativa e la vita attiva? Queste domande, e altre ancora sull’etica, sull’importanza della filosofia platonica e degli “studia humanitatis”, sulla formazione dell’equilibrio della coscienza, costituiscono la trama della riflessione di Marsilio Ficino nel suo vasto epistolario, che raccoglie centinaia di lettere scritte nell’arco di circa trent’anni. Un epistolario che non è solo viva testimonianza della sua vicenda biografica e intellettuale, ma anche il risultato di un chiaro progetto speculativo, teso a individuare il punto di snodo dalla filosofia come meditazione e sapere dell’uomo alla riflessione sull’etica della filosofia.

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Roberto Melisi

Roberto Melisi, ordinario di Filosofia e Storia nei licei, è studioso del pensiero rinascimentale e, in particolare, di Marsilio Ficino. Ha conseguito il Dottorato di ricerca in Filosofia presso l’Università di Salerno e collabora con la cattedra di Storia della filosofia medievale presso l’Università di Napoli Federico II. Tra i suoi lavori: Teoria musicale e tecniche di composizione astrologica in Marsilio Ficino (2013); Aspetti della teoria della conoscenza nelle Conclusiones Nongentae di Giovanni Pico della Mirandola (2016); Platone e la diffusione del platonismo nell’Epistolario di Marsilio Ficino (2018); L’eroe tragico come metafora della miseria hominis: Tantalo e Prometeo nel pensiero di Marsilio Ficino (2019).

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